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Fact-checking&Debunking, Lavoro e sfruttamento

Napolitrans e la favola dei camionisti pagati 3000 euro netti al mese per 5 giorni a settimana

Pochi giorni fa, ha suscitato molto clamore l’intervista rilanciata al Corriere della Sera da Gerardo Napoli, amministratore unico di Napolitrans, azienda salernitana che opera nel campo della logistica. “Cerco 60 autisti di camion a 3000 euro al mese. E non li trovo”, lamentava l’imprenditore, aggiungendo: “Guardi che io di questi 60 autisti ho veramente bisogno. Contratto della logistica, tutto in regola: lo scriva. Nove ore al giorno per 5 giorni, tremila euro netti al mese”. Il problema? La patente per guidare i camion costa e pochi sono disposti a spendere migliaia e migliaia di euro per farla e per le aziende della logistica sarebbe troppo dispendioso e poco profittevole come investimento, considerando che gli autisti potrebbero andarsene dall’azienda prima che la spesa sia effettivamente ammortizzata.

L’appello dell’imprenditore campano è stato ripreso pari pari dalla quasi totalità dei mezzi d’informazione, innescando l’ennesimo dibattito politico e mediatico contro il reddito di cittadinanza che, secondo alcuni parlamentari e commentatori, sarebbe alla base della difficoltà delle imprese a reperire la manodopera che cercano. Ma davvero Napolitrans assume alle condizioni che Napoli ha raccontato al Corriere della Sera? Spoiler: la risposta è no.
Subito dopo la pubblicazione dell’intervista all’imprenditore, sui forum e le pagine Facebook dedicate alla comunità dei camionisti e degli operatori della logistica si è scatenato un accesissimo dibattito in cui la maggior parte dei commentatori ha messo in evidenza le falle delle dichiarazioni di Napoli alla stampa. Incuriosita dalle reazioni abbastanza curiose, tra l’ilare e l’inferocito, di decine di camionisti, ho cercato di indagare un po’ più a fondo per capire quale sia la reale situazione dell’azienda e quali le reali condizioni offerte. Come accaduto in passato con i tanti racconti del filone “cerco personale ma la gente non ha voglia di lavorare”, anche in questo caso la verità è ben diversa da quella raccontata ai tanti quotidiani che accettano di diventare i megafoni pubblicitari di questi imprenditori. Non solo: dopo l’intervista al Corriere, alcuni camionisti hanno provato a contattare l’azienda telefonicamente senza ricevere alcuna risposta e si sono lamentati sui forum chiedendo dritte ai colleghi. Risultato? Prova a passare direttamente in sede per avere informazioni. Un po’ strano per un’azienda che ha comunicato l’assoluta necessità di trovare autisti sfruttando un megafono mediatico nazionale.
Ma tornando alla situazione contrattuale, le condizioni offerte in Napolitrans appaiono decisamente poco appetibili stando a quanto hanno voluto raccontarmi alcune fonti che hanno lavorato e lavorano ancora all’interno dell’azienda sia come autisti che come impiegati d’ufficio.
“Ci sono due grandi sottocategorie di autisti: la prima grande differenza è se vogliono lavorare su tratte estere o nazionali. Un autista che vuole fare estero saprà che il suo viaggio tra andata e ritorno – da e per l’Italia – sarà di almeno tre giorni. Chi invece lavora sul territorio nazionale farà sicuramente le 24 ore di pausa fuori e le 45 ore a casa. L’altra sottocategoria prende in considerazione un’altra variabile: se si lavora da soli o a coppia, quindi se a guidare il camion sono una o due persone. Facciamo l’esempio di un autista singolo che fa estero, quello che viene pagato di più: per legge ogni giorno lavorativo equivale a 9 ore di guida e 15 di impegno calcolati da un cronotachigrafo. L’autista, da quando sale sul camion, accende il cronotachigrafo che controlla il tempo impiegato tramite una scheda e da quando accende il camion parte “l’impegno” ossia la giornata di lavoro. Il camion da fermo inizia a caricare il rimorchio  – per legge, poi nella realtà dei fatti è un’altra cosa – e poi da camion marciante partono le 9 ore di guida. Dopo circa 4 ore l’autista è obbligato a fare 45 minuti di pausa. Come si capisce è impossibile fare solo 9 ore al giorno come dichiarato nell’intervista al Corriere”.
“Per quanto riguarda l’aspetto dei contratti, anche se non ufficialmente, in Napolitrans ce ne sono di diverso tipo a seconda dell’anzianità aziendale: pagano a viaggio, a giornata oppure a chilometro. La norma sarebbe essere pagato a giornata, quindi se sei nuovo sono 40 euro al giorno per il primo mese, per poi arrivare a 45 euro i primi due anni e poi a 50 euro. Fino a 3 anni fa si arrivava anche a 60 euro a giornata, ma sinceramente negli ultimi due anni non ho mai visto oltre questa cifra. Il pagamento a viaggio è invece per pochi autisti e ammonta a circa 200/250 euro per andata e ritorno da estero. Il problema del pagamento a viaggio è che sei in un periodo morto non guadagni, in quanto si preferiscono gli autisti che devono completare la settimana. Da circa un anno e mezzo, inoltre, è stato introdotto il pagamento a chilometro, ossia più macini strada più vieni pagato. In sostanza, il problema è che si guadagna se si viaggia verso il nord Europa o l’Inghilterra, ma se si fa avanti e indietro dall’Austria il contachilometri non gira. Il pagamento è tutto sull’ora, quindi 13esima e 14esima sono inclusi nello stipendio. In pochi hanno ancora gli stipendi con il vecchio contratto con tredicesima e quattordicesima intere”.
“Il lavoro con trasporto refrigerato è sette giorni su sette, 365 giorni l’anno. Quindi si lavora sabati, domeniche e festivi. Ovvio che non puoi scegliere di lavorare da lunedì a venerdì e passare le feste a casa. L’autista che arriva a prendere 3200 euro mensili, al massimo, vuol dire che ha lavorato tutte e quattro le domeniche del mese e almeno un festivo. Ci sono però i costi di cui tener conto: i parcheggi ai mercati devi anticiparli tu, poi verranno rimborsati con scontrino se ci sono soldi in cassa, ovviamente mangiare, bere e lavarsi fuori da casa propria e spesso a pagamento è a carico dell’autista, le soste in piazzole sicure a volte non rimborsate. Il carico e scarico della merce si fa spesso in-out, ossia fuori dalle ore di impegno, quando invece l’autista dovrebbe riposare. La merce viene trasportata sui bancali e se non tornano i conti, la differenza è a carico dell’autista per un ammontare di 10 euro a pallet. Ovviamente le multe sono a carico dell’autista se non in eccezione, ossia concesso dal disponente. Lo stipendio medio di un autista che lavora su tratte estere, assunto da almeno 2 anni, è di circa 2500 euro al mese. A casa ogni 15 giorni, se va bene, a lavorare 7 volte su 10 in strada, di notte, e sempre a disposizione del disponente. Per i rischi e il carico di lavoro è poco”.
“Gli autisti in coppia, invece, vengono pagati ancora meno, ma hanno doppio turno lavorativo: 16 ore di guida e 22 di impegno, sempre intervallati dai 45 minuti di pausa ogni 4 ore di guida. La coppia viene pagata 28/35 euro al giorno per un totale complessivo per due persone di 5000 euro”.
“Per quanto riguarda chi opera su tratte nazionali, il discorso è diverso: il lavoro nel nazionale volendo è quasi più duro perché durante le 15 ore di impegno puoi fare anche 3 o 4 carichi e scarichi al giorno. Non sempre trovi il magazzino attrezzato e l’autista è costretto a fare anche da magazziniere. La paga è minore, sono circa 35 euro per iniziare e massimo 45 euro al giorno per i più vecchi. Ho visto fare cominciare dei poveretti disperati a 25 euro al giorno. Hai una maggiorazione per i sabati e le domeniche, circa 10 euro in più. Ogni 5 giorni lavorati hai 24 ore di riposo e ogni 2 o 3 settimane sono 45 ore. Se il riposo lo fai fuori, ossia in una località che non sia quella delle sedi, vieni pagato, altrimenti no. La prima domenica del mese, se impegni, non ti viene riconosciuta la maggiorazione. Quindi lo stipendio medio di un autista nazionale è di circa 1800/2200 euro al mese circa. I più vecchi arrivano a prendere 2800 euro. Sembrano grandi cifre, ma per una persona che non ha la possibilità di vivere presso le sedi dove fa le pause e può vedere la famiglia ogni 15gg per una giornata intera e basta, mi sembra comunque poco. Se sei fermo col camion non percepisci lo stipendio, quindi si arriva a 3000 euro netti al mese solo facendo il mese completo al 100%, almeno 28 giorni lavorati”.
Non va meglio nemmeno prendendo in considerazione le condizioni lavorative offerte per gli impiegati negli uffici di Napolitrans: “Agli assunti viene consegnata una lettera di assunzione, il che vuol dire che non si ha idea del tipo di contratto che si firma. Sì, c’è il CCNL scritto, ma non viene specificata la paga oraria, gli straordinari, le ferie e tutti gli altri elementi. Quindi si firma un po’ alla cieca. Lo stipendio degli impiegati d’ufficio è variabile a “seconda della capacità che dimostri” e i più giovani partono con circa 500/700 euro al mese per 8/10 ore al giorno a seconda della mansione. Chi segue gli autisti – ossia organizza i viaggi degli autisti, le ore di lavoro sul camion, gli scarichi – è costretto ad avere il telefono sempre sotto mano, 24 ore al giorno, sette giorni a settimana. Se sei bravo, sei premiato nel primo anno con l’aumento di stipendio fino a 1000 euro mensili, in rarissimi casi si può arrivare a 1200 euro. Ci sono massimo 2 settimane di ferie l’anno, per chi ha il vecchio contratto, 3 settimane per chi ha il nuovo. Ovvio che le ferie vengono prese dai dipendenti a seconda del calo di lavoro, però spesso non si ha il ricambio e chi gestisce si ritrova o a vivere col telefono in mano o col carico arretrato. Per quanto riguarda le mensilità sono 13, non 14, ma la tredicesima viene divisa in modo da dare una specie di quattordicesima fittizia a giugno o ad agosto. Il TFR viene conteggiato in 600 euro all’anno, ossia lo stipendio base senza i bonus che contribuiscono a fare arrivare la busta paga allo stipendio pattuito. Spiego meglio perché è un po’ macchinoso: se ti “promettono” 1000 euro al mese ti danno lo stipendio base di 6/7/800 euro e poi inseriscono altre voci come “trasferta Italia” o “buoni pasto” fino ad arrivare esattamente alla cifra pattuita. Non ci sarà mai uno stipendio che abbia centesimi, tutti sono sempre perfettamente a cifra tonda. Un po’ strano, no? Ovviamente lo straordinario non è mai conteggiato, indennità e malattie sono pagate ma scalando le aggiunte, così l’INPS vede i pagamenti al 100% ma il lavoratore si trova con lo stipendio all’81%”.

Charlotte Matteini

Mi chiamo Charlotte Matteini, sono nata il 30 dicembre del 1987 e tra pochi mesi compirò *enta anni. Sono laureata in una materia piuttosto bistrattata: comunicazione politica. Ho un passato da consulente, professione mollata per seguire la mia vera passione: il giornalismo. Sono ufficialmente giornalista dal 2016, ufficiosamente dal 2011, e mi occupo di politica interna e polemiche assortite.

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3 commenti

  1. Anonimo dice:

    Articolo pieno di inesattezze e di errori, derivati dal riportare frasi per “sentito dire”

    1. Anonimo dice:

      Invece l’articolo è più esatto di quello che sembra. Ed al Sig. Napoli non piacerà questo elemento!

  2. Anonimo dice:

    E cosa gli possiamo dire ad un personaggio così? 2 cose.

    La prima, sei un gran figlio della nostra era.
    La seconda, tutti i soldi che risparmi, spendili in farmacia!

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