La coerenza è la virtù degli imbecilli

Primo post, ma molto sentito.

La coerenza è la virtù degli imbecilli. Lo disse Prezzolini, venne deriso e bistrattato. In realtà aveva tutte le ragioni per sostenerlo. Quella che spesso pensiamo essere coerenza in sostanza è orgoglio fine a se stesso. Ed è stupido, il piegarsi a scelte che si crede siano necessarie e ineluttabili, strade intraprese a malavoglia andando contro la propria natura è, appunto, da imbecilli.

La coerenza da muli blocca, non fa crescere, non permette agli individui di concretizzare esperienze e situazioni disparate. La coerenza è da vili, non da eroi. L’eroe prende atto dei propri errori e si mette in gioco, cambiando idea.

La coerenza fine a se stessa si chiama dogmatismo, ma anche orgoglio, e il dogmatismo e l’orgoglio sono una vera merda. Il dogmatico non si evolve, rimane bloccato da lacci e lacciuoli che si impone, convinto siano il male minore.

Diceva Mahatma Gandhi: “Vorrei dire ai diligenti lettori dei miei scritti e agli altri che vi fossero interessati che non mi curo affatto di apparire coerente. Nella mia ricerca della Verità, ho abbandonato molte idee e imparato molte cose nuove”.

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